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Quale futuro per il rugby italiano?

da 24 Minuti di oggi

Quale futuro per il rugby italiano? Il 19 dicembre prossimo potrebbe essere il giorno in cui i vertici del movimento troveranno una soluzione per risolvere alcune delle carenze della palla ovale azzurra. In particolare, la principale preoccupazione del presidente federale, Giancarlo Dondi: avere una nazionale competitiva e vincente. E per farlo c’è bisogno di più occasioni di giocare ad alto livello per gli azzurri del Super 10 (la massima serie italiana) e per i giovani. L’ipotesi di far giocare selezioni italiane nella Celtic league (vedi box sopra), prendendo i migliori giocatori dai club, appare poco percorribile, sia per ragioni economiche, perché «la federazione non potrebbe sobbarcarsi la spesa di due squadre a tale livello», ha spiegato Dondi a 24 Minuti, che per l’opposizione di molti presidenti dei club, che non vogliono vedere svilito il campionato. Tuttavia, una cosa è chiara: «Qualcosa bisogna fare perché gli altri vanno avanti a un’altra velocità», ha proseguito Dondi, spiegando che un compromesso potrebbe essere creare due selezioni solo per la Heineken cup (la Champions league della palla ovale), lasciando invariato il campionato. Questa mattina, comunque, il Times ipotizza l’ingresso nella Celtic league di quattro selezioni o club italiani dal 2010, considerando l’ipotesi la più gradita al ct dell’Italia, Nick Mallett, e anche ai vertici della lega celtica.

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