«Meno male che è finita». Le parole di Giancarlo Dondi, presidente della Federazione italiana rugby, alla fine dell'ultima partita degli azzurri nel Sei Nazioni 2009, il decimo disputato dall'Italia e probabilmente il più brutto, riassumono un pensiero comune. Niente fischi questa volta per l'Italia ma un sospiro di sollievo per la fine di un torneo, chiuso con cinque sconfitte su cinque incontri, nel quale si è vista una delle formazioni italiane meno convincenti di sempre.
«Abbiamo giocato male, non ci sono scuse», ammette il commissario tecnico azzurro Nick Mallett. «Abbiamo fatto molti errori», continua, anche se l'allenatore sudafricano sostiene «di aver visto anche del buon rugby oggi», a cui però i suoi uomini «non sono riusciti a dare continuità».
«Mi assumo le mie responsabilità», aggiunge ancora Mallett che, comunque, imputa alle nuove regole il calo degli azzurri rispetto agli scorsi anni. «Le nuove regole hanno modificato molto il gioco e hanno penalizzato l'Italia e l'Argentina più di altre squadre», prosegue Mallett nell'analizzare le prestazioni del XV capitanato da Sergio Parisse, ricordando che «lo scorso anno l'Italia ha fatto sei mete, di cui tre arrivate da rolling maul mentre quest'anno – con le nuove regole – fare le rolling maul voleva dire fare fallo e avere un penalty contro».
Visibilmente delusi i giocatori all'uscita dagli spogliatoi. «Ci aspettavamo di più da questa sfida», dichiara Alessandro Zanni, perché «volevamo finire con una vittoria davanti al pubblico di casa, ma abbiamo commesso troppi errori, specialmente nel primo tempo, che ci sono costati tre mete in pochi minuti». Anche per Zanni le nuove regole hanno penalizzato l'Italia: «Ci hanno tolto la maul, il nostro punto di forza». Tuttavia, aggiunge Mauro Bergamasco: «Non possiamo dare la colpa alle nuove regole, sono cambiate per tutti, anche se forse noi eravamo più affezionati alle vecchie».
Si rivolge al pubblico italiano, infine, Sergio Parisse, al quale chiede «di avere pazienza» e assicura che «questa squadra dà sempre il massimo». «Abbiamo un pubblico incredibile», sottolinea il capitano azzurro. «Sentirlo cantare quando sei sotto di oltre trenta punti è incredibile», ribadisce Parisse che, nonostante l'ennesimo cucchiaio di legno portato a casa dagli azzurri, è nella rosa degli atleti candidati al titolo di miglior giocatore del torneo. Una magra consolazione.
(Da Ilsole24ore.com)
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Commenti
talio 22/mar/2009 15:31:06
Angelo D'Addesio 22/mar/2009 16:53:37
Michele 24/mar/2009 13:28:00
Flavia Carletti 25/mar/2009 15:54:12
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