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La ricetta di British Airways contro la crisi: lavorare gratis!

British-Airways-Logo British Airways ha invitato i suoi dipendenti a lavorare gratis. Esatto, lavorare gratis. "Fate come l'amministratore delegato, lavorate gratis da una settimana a un mese per aiutare l'azienda a sopravvivere". Ecco, nella sostanza, l'appello lanciato dalla compagnia aerea via e-mail a 30mila dipendenti, secondo quanto riporta il sito internet della Bbc. Il suggerimento si ispira direttamente alla decisione dell'ad, Willie Walsh, e del cfo, Keith Williams, che a maggio hanno annunciato che per un mese avrebbero lavorato senza stipendio. Secondo la Bbc, l'ad ha difeso la proposta spiegando che ogni dipendente deve dare il proprio contributo alla "lotta per la sopravvivenza" della compagnia, che nell'esercizio al 31 marzo, ha accusato una perdita netta di 375 milioni di sterline (425 milioni di euro) contro un utile di 721 milioni nel precedente. Walsh percepisce 61mila sterline al mese. Bello fare i grandi gesti con certe cifre nella busta paga!

Commenti

Lavorare gratis?
Benissimo! Allora anche British Airwais deve mettere i voli gratis!

Lavorare "gratis"? ok, però dividiamo anche gli utili ed i profitti coi dipendenti.

Oppure ci si ricorda di loro solo quando ai benestanti trema la terra sotto cui poggiano?

Voi giornalisti del sole dovreste vergognarvi.
Non avete messo nessun commento in merito al fatto che uno che guadagna 1 milione di euro l'anno dica di decurtarsi del 10% lo stipendio a chi fatica ad arrivare a fine mese (e non parlo certo dei piloti che, essendo in produzione, almeno fanno qualcosa).

Solo un cerebroleso mette queste notizie una prima pagina additandole come esempio da seguire.

Caro Tulkas, io non mi devo vergognare proprio di nulla. Anzi. Forse dovrebbe farlo lei. Se avesse letto il mio post con maggiore attenzione avrebbe capito che non lo ho certo additato la proposta dell'amministratore delegato di British Airways come esempio da seguire.
Devo prendere atto che l'ironia di noi cerebrolesi non viene colta da menti supetiori come la sua.

Se lei facesse bene il suo lavoro, oltre a fare il taglia e incolla dai giornali inglesi, avrebbe introdotto un ragionamento che va oltre la superficie, ad esempio quanto vale un tale manager/imprenditore?
Nulla! Come molti altri furbetti da due soldi in italia.

Il crollo delle compagnie aeree è previsto da anni, come il dispiegarsi della crisi che lo sta causando. Trattasi di una crisi petrolifera, oramai è del tutto evidente anche ai più stolti.
Quanto valgono queste politiche? quanto tentare di spegnere il fuoco con la benzina!

Come può -non dico riprendersi- ma anche solo sorreggersi una società basata sul consumo se sistematicamente togliamo ai consumatori il potere di acquisto? In altre parole se chiediamo ai lavoratori (che prestano il loro tempo per denaro) di trasformarsi in schiavi (cioè dei lavoratori a titolo gratuito)?

E' evidente che una società (vuoi pubblica, che privata) che intraprende una tale china è palesemente già fot..ta: in questo senso la british o la american o piuttosto che alitalia stanno facendo il canarino nella miniera di carbone.

Se per competere nel mercato invece dei lavoratori servono gli schiavi, la nostra società occidentale è irrimediabilmente persa. Con tutto quel che ne consegue.

Questo semplice ragionamento si richiedeva ad un giornalista degno di tale nome, capisco che NON lo si possa trovare nelle redazioni dei giornali italiani, men che meno nel gruppo il sole. E la sua replica rafforza la mia opinione.

In bocca al lupo.

In linea di massima sono piuttosto in disaccordo con l'intervento fin troppo deciso scritto da Tulkas. E' difficile paragonare agli schiavi i lavoratori della British Airways. Gli schiavi, se permettete sono un'altra cosa.
Anzi come diceva bene nel suo intervento precedente Ikamata, preferirei inserire nel contratto collettivo un mix di voci fisse di retribuzione con una serie di voci variabili che cambiano in funzione dei risultati ottenuti sia personalmente che in funzione dei risultati aziendali (non mi sto inventando niente, in alcuni contratti collettivi come ad esempio Ania Assicurativi questa filosofia già esiste da decenni). Comunque tranquilli, questa cosa di ridursi lo stipendio può accadere solamente in posti dove la sensibilità al lavoro ed al profitto è decisamente superiore a quella italiana almeno nella media. Qui ci sono i sindacati che tengono duro. Che tengono duro contro i licenziamenti (si fa per dire). Anche se con il loro atteggiamento proprio contro i licenziamenti, le aziende possono assumere con contratti decisamente, quelli si, sfavorevoli per i lavoratori (cococo, cocopro, collaborazioni occasionali e molto altro ancora). Altro che 10% di sconto sulla retribuzione.

Io direi che se si iniziasse a bandire internet dai posti di lavoro la produttività crescerebbe e si potrebbero salvare molti posti di impiego. Spesso troppa gente parla senza avere cognizione di causa, la noia e l'inedia che porta un lavoro poco gratificante genera dei meccanismi di sottocultura che difficilmente si trovano in soggetti con una vita fuori dal lavoro (nella sfera personale nella fattispecie) appagante e soddisfacente. Se uno scrive dal posto di lavoro non ha evidentemente nulla da fare in quel momento e quindi sta rubando la porzione di stipendio impiegata a produrre i propri pensieri su tastiera, se scrive da casa è evidente che non ha una vita che gli permetta di impiegare il proprio tempo in maniera più soddisfacente. E' la vecchia formula del tempo libero, quella che tutti noi abbiamo studiato nei corsi di Macroecononia ai tempi dell'Università, nulla di più vero perchè scienza.
Da uomo di sinistra che ha scoperto internet nella vecchiaia per ragioni anagrafiche, dopo aver visto gli scempi del '900, combattuto i Mali con la M maiuscola, vedo che ci sono giovani che preferiscono piangere e gridare alla crisi piuttosto che iniziare a lavorare per gli altri. La libertà della stampa è un valore da salvaguardare sempre. Ogni volta che si sente puzza di fascismo ci sono delle persone che danno titoli ai giornalisti, gli unici che scrivono per professione e veicolano idee che fanno discutere e aprono la mente in periodi di crisi, come in periodi di opulenza.
Ai miei tempi si temevano gli aerei perchè portavano la morte, ora si prendono per andare a lavorare o per andare a divertirsi, perchè non pensare a quello che avete voi giovani e non pensate a quello che dovete lasciare ai giovani di domani?
Spegnete il computer e uscite a migliorare questo mondo, uscite a conquistarvi una bella donna, voi che ancora potete, avrete in cambio subito quello che noi dovevamo sudare sette camicie!
Gli schiavi li ho visti davvero e non erano vestiti in divisa blu, tornano però i discorsi pieni di tracotanza e di scarsa voglia di lavorare che ho sentito prima che la luce si spegnesse in Italia e in Europa.
Sono troppo vecchio per stare zitto quando si offende la stampa, troppo giovane per mettermi da parte e troppo di sinistra per non avere dei sussulti quando si mina alla libertà di stampa.

Ora esco e vado al parco a leggermi il giornale, buona vita a tutti, e spegnete questo computer per dedicarvi ad altro, come diceva una pubblicità di una gomma americana "chew before it's too late", ricordate che avrete tempo di scrivere su internet quando il lavoro non vi vorrà più e neanche la moglie! Spero che la mia ironia non abbia offeso nessuno. Un sorriso, Tonino Adam Tosti

Flaviaaaaaaa! Non te posso lascià un attimo che me ricadi negli stessi errori…

Primo: proprio tu, affezionata alla situazione «Commenti zero spaccato», pubblichi un post extra-rugby. E che succede? Bum! I commenti salgono a SETTE, no, dico, S-E-T-T-E. Come ho sempre sottolineato, uscire fuori dal campo ti mette nei pasticci, e i tuoi post allo specchio si fanno troppo popolati, frequentati da gente che sgomita. Addio tranquillità.

Secondo: lo vedi che, se non provvedo io a scriverti cattiverie, vengono fuori i professionisti dell’acido? Non so se invidiarli o chiedere urgenti ripetizioni di letame nel ventilatore. Qui vedo che ci si diverte a fare il tiro a segno al giornalista. Ah, che bei ricordi, quello sì che è uno sport sano. Ricordatevi di chi l’ha inventato però, eh? (io, io, né D’Alema né il Cavaliere)

Tulkas, c’hanno i sòrdi, c’hanno i benefit, pontificano raccomandati dar Signore, e allora? Che ce dovemo fa? BELLA PE’ LORO! Fàmose raccomandà pure noi, no?!?!?!?

Mi sento in linea con il post di Adam Tosti: ha ragione, caro Adam. Siamo una generazione che si lamenta di ciò che ha e che (questo fa ancora più rabbia) non usa i mezzi che ha a disposizione per vivere meglio e creare di più. Come primo lavoro vogliamo fare i direttori di banca e se il primo contratto che ci offrono non supera i mille euro, vai con le tragedie. Impariamo le lingue, ma mai che saltiamo su un cazzo di aereo e bye bye Italy. La seguo su questo.

Grazie Lapo,
mi mancava proprio il tuo punto di vista!

ma quanto prendono i politici?
per fare cosa?il fatto è che voi state qui a parlare senza fare nulla. mi viene molta più rabbia se penso che voi non vi accorgete che i soldi ci sono ma vanno alle persone sbagliate.
Il pane che comprate ogni giorno frescho quanto vale? Berlusconi quanto guadagna in relazione a quanto ci prende in giro?andate su wikipedia e vedete tutti i processi per cui non è stato accusato, per scadenza di termini

il fatto è che la crisi vi sta bene, perchè così state avanti al computer a scrivere commenti e commenti...

saluti a tutti,
torno a studiare

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