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Terzo Tempo di Flavia Carletti

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Sei Nazioni, l’Italia esce sconfitta per 29 a 11 dal Croke Park di Dublino

6_nati~1 Inizia in salita l’avventura dell’Italia nel Sei Nazioni 2010. A Croke Park, l’Irlanda campione in carica si dimostra più forte del XV di Nick Mallett portando a casa la vittoria per 29 a 11. Gli azzurri hanno mancato proprio in quelli che nei test match di novembre sembravano ormai dei punti fermi della squadra e del gioco italiano, prima tra tutti la mischia. La prima linea italiana, che nei test match di novembre, ha seriamente messo in difficoltà tutti gli avversari che si è trovata di fronte, in questo primo impegno del Sei Nazioni 2010 non si è dimostrata all’altezza delle attese. Inoltre, gli avanti dell’Italia hanno fallito troppe volte nelle rimesse laterali. I palloni persi in touche sono stati tanti e, anche se con l’ingresso di Marco Bortolami la situazione è migliorata, gli errori sono stati pagati. A fallire però non sono stati solo i giocatori del pacchetto di mischia. Tutta la squadra ha mancato l’appuntamento. La sensazione è stata che non si sia ripartiti da novembre ma si sia fatto un passo indietro. È solo la prima partita, tra una settimana a Roma c’è già l’Inghilterra e non è tutto perso. Resta comunque l’amarezza per quanto visto in campo, per i tanti errori e per la facilità con la quale l’Irlanda è stata in grado di mettere in difficoltà gli azzurri ogni qual volta ha accelerato il ritmo. Gli uomini di Mallett hanno sofferto troppo la pressione dei “verdi” che nel gioco alla mano hanno mostrato una facilità e una qualità superiore. L’ultima azione dell’Italia, con la penetrazione di Mirco Bergamasco e i passaggio al fratello Mauro a conquistare metri in terreno avversario, ha mostrato che, volendo, anche l’Italia ha le sue qualità quando si apre il gioco. Peccato che azioni di questo tipo siano rare e che non venga data continuità. Un altro tasto dolente è stato il gioco al piede. È vero che l’Italia non ha un uomo come Ronan O’Gara, uno dei migliori calciatori in attività, però bisogna constatare che anche giocatori come Brian O’Driscoll all’occorrenza riescono a far andare il pallone esattamente dove serve e quando serve, cosa che non si può certo dire anche per l’Italia.

I primi punti della partita sono arrivati appunto proprio dai piedi di O’Gara al 10’ su un fallo fischiato alla mischia italiana (3-0). Al 15’ i padroni di casa allungano ancora e sfruttando un buco dell’ala Trimble si portano a ridosso della nostra linea di meta, oltrepassata dopo un cambio di fronte dal numero otto irlandese, Heaslip. Con la trasformazione di O’Gara il punteggio arriva sul 10 a zero. Il risultato si sblocca nuovamente al 26’ e questa volta è Gower a mettere a segno punti. L’Italia così si avvicina all’Irlanda portandosi sul 10 a 3. Neanche un minuto dopo però gli irlandesi allungano ancora, nuovamente con O’Gara al piede (13-3). Al 32’ Gonzalo Garcia rimedia un cartellino giallo per un placcaggio su Brian O’Driscoll considerato pericoloso dall’arbitro, in quanto il giocatore italiano è in ritardo e non accompagna l’avversario nella caduta. Il XV di Mallett resta in 14 per tutta la fase finale del primo tempo e al 33’ rimedia altri tre punti al piede da O’Gara (16-3). Al 35’ arriva la meta del mediano di mischia O’Leary trasformata da O’Gara (23-3). L’Italia a questo punto ha anche un po’ di fortuna e grazie a Kaine Robertson segna una meta, riducendo lo svantaggio (23-8). Peccato per la mancata trasformazione di Mirco Bergamasco, chiamato a calciare in caso di distanze più ravvicinate, mentre i calci da lontano toccano all’apertura Gower. Il secondo tempo si apre con un altro calcio di Mirco Bergamasco, che questa volta non fallisce (23-11). Al 5’ il cecchino O’Gara mette ancora a segno un calcio piazzato e l’Irlanda si porta sul 26 a 11. Il risultato tornerà a sbloccarsi solo al 27’ con un altro calcio a favore dei padroni di casa. Questa volta è dai piedi di Paddy Wallace (entrato al posto di O’Gara) che arrivano altri tre punti (29-11), tra l’altro gli ultimi del match.