Il mondo del rugby si sta lasciando contaminare da quello del calcio. A leggere le dichiarazioni all’indomani del primo turno del Sei Nazioni 2010 sembrerebbe di sì, quanto meno nelle critiche agli arbitri. I fischietti nel mondo ovale sono sempre stati intoccabili, o quasi. Se ogni tanto sfuggiva qualche commento a caldo, raramente nelle dichiarazioni ufficiali si attaccava direttamente un direttore di gara. Il ct della Francia, Marc Lievremont (nella foto), invece, non ha usato mezzi termini parlando dell’arbitraggio del match di ieri tra Scozia e Francia. Nonostante i galletti abbiano vinto il ct d’Oltralpe non è comunque soddisfatto di come il gallese Nigel Owens ha arbitrato la partita. “Devo sottolineare la prova e il coraggio dei nostri avversari - ha sottolineato Lievremont prima di lasciare la Scozia - ma il comportamento dell'arbitro e la sua estrema severità nei nostri confronti hanno impedito che lo scarto a nostro favore fosse più ampio. Sono infastidito perché è un fatto che è ripetuto. Non possiamo dimenticare che l'anno scorso a Dublino vennero fischiate 13 penalità contro di noi e solo due contro l'Irlanda”. L'arbitro di quella partita era stato ancora Owens, e gli irlandesi si erano imposti per 30-21. “Manderemo un nostro dossier sull'accaduto a Paddy O'Brien (capo della commissione arbitrale dell'Irb)”, ha concluso Lievremont sottolineando che “l'arbitraggio è uno dei fattori di una partita che non possiamo controllare ma dobbiamo comunque risolvere questo problema”. Questioni irrisolte con gli arbitri le ha lamentate anche l’Italia. In una dichiarazione rilasciata al sito rugbyuniontimes.com, Carlo Orlandi, uno degli assistenti del ct dell’Italrugby, ha espresso dubbi sul comportamento del francese Poite. “La nostra idea è che dopo la dichiarazioni rilasciate dal capo degli arbitri Paddy O'Brien (circa le presunte scorrettezze dei piloni azzurri) a margine del test match contro
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