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Terzo Tempo di Flavia Carletti

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Sei Nazioni 2011, Italia-Irlanda 11-13, così lontani, così vicini

Così lontani, così vicini. L’Italia ci è andata vicina, vicinissima. Alla fine però non ce l’ha fatta. Qui non si tratta di una sconfitta onorevole ma di un risultato che lascia l’amaro in bocca, perché per quanto ci si possa andare vicini, alla fine si è lontani. E la vittoria è degli altri: una Irlanda rattoppata, con tante assenze pesanti, prossima avversaria dell’Italia per il passaggio ai quarti nel mondiale di Nuova Zelanda. A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, in precedenza, negli anni dei mondiali non ci ha detto bene in coppa del mondo con chi avevamo battuto nel Sei Nazioni. Che questa volta la ruota inizi a girare. La Nuova Zelanda però è ancora lontana. L’erba del Flaminio è più vicina ed è verde, verde come le maglie di chi esce dal campo con il risultato dalla sua parte. Un 11 a 13 per gli ospiti che fino a due minuti dal fischio finale era un 11 a nove per gli azzurri. Poi il tocco di classe, un drop del signor Ronan O’Gara, uno che con i pali ha un certo feeling, ed ecco che gli uomini di Nick Mallett si ritrovano sotto. Senza nulla togliere al tentativo di drop allo scadere del mediano di apertura italiano Luciano Orquera (entrato nella ripresa al posto di Kristopher Burton), ma la differenza si è vista. Sta tutta in quel 11 a 13 impresso sul tabellone mentre le squadre lasciavano il campo. E sabato prossimo si vola a Londra, nello stadio del rugby, contro l’Inghilterra non sarà così facile. La sensazione è di aver perso una occasione mai stata così vicina e ormai lontana.